giovedì, aprile 15, 2010

Roma, 15 e 16 aprile 2010

Istituto Italiano di Studi Germanici
Villa Sciarra~Wurts sul Gianicolo
Via Calandrelli, 25 - 00153 Roma

COMUNICARE
NELL’ETÀ MARCONIANA


Progetto di ricerca
nel centenario del Nobel a
GUGLIELMO MARCONI
e KARL FERDINAND BRAUN


PROGRAMMA

Giovedì 15 aprile
ore 10.00 -13.30
MAURIZIO CUMO
Presidente Società Italiana per il Progresso delle Scienze
e
GIAN TOMMASO SCARASCIA MUGNOZZA
Presidente Accademia Nazionale delle Scienze detta dei XL
Introduzione e presidenza

CORRADO CALABRÒ
Presidente Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni
Tra passato e futuro

GABRIELE FALCIASECCA
Presidente Fondazione Guglielmo Marconi
Marconi: dai primi esperimenti al Nobel

Filmato

NADIA ROBOTTI - FRANCESCO GUERRA
Università di Genova - Sapienza Università di Roma
Il ‘miracolo’ della prima trasmissione transatlantica

GIANNI ORLANDI
Direttore Dipartimento InfoCom - Sapienza
Università di Roma
La comunicazione nella società odierna

Vino d’onore

Giovedì 15 aprile
ore 16.00 - 19.30
Presiede CARLO BERNARDINI
Presidente onorario Sips

WERNER WIESBECK
Karlsruhe Institute of Technology
100 Years Nobel Prize for Karl Ferdinand Braun

GIOVANNI PAOLONI
Sapienza Università di Roma
Marconi tra economia e politica: le vicende
imprenditoriali e il rapporto con Ciano e Mussolini

RAFFAELLA SIMILI
Università di Bologna
Marconi tra economia e politica: dal
nazionalismo alla presidenza del CNR


GIORGIO DRAGONI
Università di Bologna
Marconi e Righi

WALDIMARO FIORENTINO
Società Italiana per il Progresso delle Scienze
Marconi: grandezza da riscoprire, pregiudizi da sfatare

VINCENZO CAPPELLETTI
Presidente Istituto Italiano di Studi Germanici
Res extensa, mondo, natura, informazione:
un percorso della ragione scientifica

Interventi programmati

Venerdì 16 aprile
ore 10.00 -13.30
Presiede FRANCESCO BALSANO
Presidente Fondazione Cesalpino

LAURA LAURO TARONI
New College Oxford
La fisica delle telecomunicazioni

ALESSANDRO ALBERIGI QUARANTA
Università di Modena e Reggio Emilia
Elettronica e informatica nello sviluppo
della ricerca fisica

ENZO MARINARI
Sapienza Università di Roma
I misteri delle reti: dal mondo di Internet
alle reti metaboliche

PIERGIORGIO SPAGGIARI
Direttore Generale Istituti Ospitalieri di Cremona
Rapporti tra elettromagnetismo e medicina

FRANCESCO FELICIANI
ESA Telecommunications
Telemedicina nell’Agenzia Spaziale Europea

Interventi programmati


Venerdì 16 aprile
ore 16.00 - 18.00

COMUNICARE: A CHI, CHE COSA, COME
TAVOLA ROTONDA

Presiede
ANTONIO SPERANZA
Presidente Consorzio Cinfai

Intervengono
FRANCESCO BALSANO (Fondazione Cesalpino)
CARLO BERNARDINI (Sips)
CARLO BUONGIORNO (Centro Ric. Aerospaz. Sapienza)
MASSIMO CASTELLANO (Vicepresidente Assoweb TV)
STEFANO CICCOTTI (Amm.Del. RAI Way)
GIANNI ORLANDI (Sapienza Università di Roma)
STEFANO PILERI (Presidente Confindustria Servizi Innovativi)
FRANCESCO PROFUMO (Rettore Politecnico di Torino)
Conclusioni
MAURIZIO CUMO, VINCENZO CAPPELLETTI
* * *
ore 18.30
INTERVISTA POSTUMA
A GUGLIELMO MARCONI
di e con MARCO FERRAZZOLI
Capo Ufficio Stampa CNR
CLAUDIO ALFONSI presta la voce a Marconi

Calice dell’amicizia

giovedì, aprile 01, 2010

L'Italia arretra ancora.

L'Italia perde posti in innovazione"In pieno ritardo tecnologico"

La Repubblica, Economia

30 marzo 2010

Secondo Global Information Technology Report siamo 48esimi nel mondo
Decina: "Investiamo meno degli altri paesi europei e di molti in via di sviluppo"

L'Italia è scesa al 48esimo posto, per livelli di innovazione, da 45esimi che eravamo nel 2009: se pensavamo di aver già raggiunto il fondo, tocca ricredersi. Adesso cominciamo a scavare. Lo dice la classifica annuale stilata dal World Economic Forum, su 133 Paesi: il Global Information Technology Report. L'Italia è il solo tra i Paesi ad alto reddito a non occupare una delle prime 40 posizioni. La Spagna è 34esima, la Francia 18esima. Poco sopra di noi c'è l'Ungheria (46esima), il Cile (40esima), la Tunisia (39esima). Il podio, per capacità di innovare, spetta a Svezia, Singapore e Danimarca, mentre gli Stati Uniti sono soltanto quinti.

lunedì, marzo 15, 2010

giovedì, gennaio 28, 2010

Ecco l'Ipad di Apple


11:33AM That's it. TIme for a hands-on!

11:33AM "We've always tried to be at the intersection of technology and liberal arts -- we want to make the best tech, but have them be intuitive. It's the combination of these two things that have let us make the iPad."


domenica, gennaio 03, 2010

I cinque temi del Web per i prossimi dieci anni

The New York Times

Technology

January 1, 2010, 8:08 AM

Five Tech Themes for 2010

lunedì, dicembre 28, 2009

L'Italia è quartultima in Europa per la banda larga e agli ultimi posti per l'accesso al web

Più tecnologie e più internet, ma l'Italia è ancora indietro

La repubblica
Tecnologia
28 dicembre 2009



Aumenta il numero di famiglie che ha in casa un computer: dal 50,1 del 2008 al 54,3% del 2009. E sale anche la percentuale di chi ha accesso a internet: dal 42 al 47,3%. Ma nel cuore degli italiani le tecnologie più amate restano tv (ne possiede almeno una il 96,1% delle famiglie) e cellulare (90,7%), seguiti dal lettore dvd (63,3%) e il videoregistratore (55,7%). Hanno un certo rilievo anche l'antenna parabolica (33,1%), la videocamera (28,3%) e la consolle per videogiochi (20,1%).

martedì, dicembre 08, 2009

E' interessante l'articolo del New York Times, segnalato da Alfonso Fuggetta, sul programma per l'innovazione negli Stati Uniti

An Innovation Agenda

By DAVID BROOKS

Published: December 7, 2009

In particolare, segnalo le nove cose che il governo US può fare per migliorare l'ecologia economica.


First, push hard to fulfill the Obama administration’s education reforms. Those reforms, embraced by Republicans and Democrats, encourage charter school innovation, improve teacher quality, support community colleges and simplify finances for college students and war veterans. That’s the surest way to improve human capital.

Second, pay for basic research. Federal research money has been astonishingly productive, leading to DNA sequencing, semiconductors, lasers and many other technologies. Yet this financing has slipped, especially in physics, math and engineering. Overall research-and-development funding has slipped, too. The U.S. should aim to spend 3 percent of G.D.P. on research, as it did in the 1960s.

Third, rebuild the nation’s infrastructure. Abraham Lincoln spent the first half of his career promoting canals and railroads. Today, the updated needs are just as great, and there’s widespread agreement that decisions should be made by a National Infrastructure Bank, not pork-seeking politicians.

Fourth, find a fiscal exit strategy. If the deficits continue to surge, interest payments on the debt will be stifling. More important, the mounting deficits destroy confidence by sending the message that the American government is dysfunctional. The only way to realistically fix this problem is to appoint a binding commission, already supported by Republicans and Democrats, which would create a roadmap toward fiscal responsibility and then allow the Congress to vote on it, up or down.

Fifth, gradually address global imbalances. American consumers are now spending less and saving more. But the world economy will be out of whack if the Chinese continue to consume too little. The only solution is slow diplomacy to rebalance exchange rates and other distorting policies.

Sixth, loosen the so-called H-1B visa quotas to attract skilled immigrants.

Seventh, encourage regional innovation clusters. Innovation doesn’t happen at the national level. It happens within hot spots — places where hordes of entrepreneurs gather to compete, meet face to face, pollinate ideas. Regional authorities can’t innovate themselves, but they can encourage those who do to cluster.

Eighth, lower the corporate tax rate so it matches international norms.

Ninth, don’t be stupid. Don’t make labor markets rigid. Don’t pick trade fights with the Chinese. Don’t get infatuated with research tax credits and other gimmicks, which don’t increase overall research-and-development spending but just increase the salaries of the people who would be doing it anyway.

venerdì, novembre 13, 2009

Ancora una volta! la ricerca è sempre la cenerentola. Non si capisce che, specialmente in un periodo di crisi come l'attuale, è strategico investire in formazione e ricerca.

Finanziaria, spariti i fondiper i giovani ricercatori

martedì, ottobre 20, 2009

Doccia fredda sull'istruzione: in Finanziaria 7,3 miliardi in meno in 3 anni

ILSOLE24ORE.COM > Notizie Norme e Tributi
di Claudio Tucci
20 ottobre 2009

Meno 7,3 miliardi di euro. A tanto ammontano i risparmi che il ministero dell'Istruzione dovrà centrare per i prossimi 3 anni. Un miliardo e 600mila euro, nel 2010, 2,5 miliardi, nel 2011, e 3,2 miliardi nel 2012. Destino analogo per università ed enti pubblici di ricerca, a cui non solo è fatto espressamente divieto di aumentare il proprio indebitamento netto, già alle stelle, specie in alcune strutture del Centro-Sud, ma, anche, di tenere a freno le richieste finanziarie, che, per il 2010, non potranno superare i soldi ricevuti, a consuntivo, l'anno precedente, incrementati, a seconda dei casi, di un modestissimo 3 o 4 per cento. È appena sbarcata in Senato, il 7 ottobre scorso, la nuova manovra di bilancio per il 2010 (la cui approvazione definitiva dovrà avvenire entro dicembre) e già per l'Istruzione si profila l'ennesima "doccia fredda", con la conferma, anche per il prossimo triennio, della cura "da cavallo" introdotta con la manovra estiva 2008.
Invece di investire in scuola, Università, ricerca, nella fase di crisi...


Scuola: in Finanziaria ancora tagli per l'offerta formativa

ILSOLE24ORE.COM > Notizie Norme e Tributi
di Claudio Tucci
19 ottobre 2009


Si riducono sempre di più i fondi a disposizione della scuola. Già quest'anno ci sarà un taglio di 40 milioni di euro per l'offerta formativa. Ma la vera stangata arriverà nel 2011-2012, quando la "speciale dote" nelle mani di scuole e uffici scolastici, introdotta nel 1997, con la legge 440, per sostenere, anche, formazione del personale, handicap, innovazione e alternanza scuola-lavoro, passerà a quota 99,5 milioni di euro. Praticamente, un terzo della consistenza originaria: 274 milioni di euro. La notizia è contenuta negli allegati alla manovra di bilancio 2010, appena sbarcata in Senato e, in particolare la Tabella C, che evidenzia la quantificazione, anno per anno fino al 2012, degli stanziamenti previsti per alcuni fondi speciali della scuola.

giovedì, ottobre 08, 2009

Da leggere



Il caso L'Italia prima per finanziamenti europei, ma poi i progetti vengono realizzati altrove

Finiscono all'estero i soldi per la ricerca

dall'inviato LAURA MONTANARI
Bravi e ben formati, i ricercatori italiani, ma se ne vanno o se ne sono già andati: scelgono i laboratori e i centri di ricerca all'estero per portare avanti i loro studi. L'Italia non solo non argina la fuga dei cervelli, non riesce nemmeno ad attrarre scienziati da altre parti del mondo.
È la fotografia che ci consegna l'Erc, l'European Research Council, la cassaforte che finanzia idee e progetti scientifici provenienti da ogni parte del mondo che verranno realizzati in Europa.....Le spine: dei 32 progetti italiani vincitori, ben 18 verranno realizzati oltre frontiera, soprattutto nel Regno Unito (8) e in Francia (4). Così precipitiamo al settimo posto nei Paesi che ospitano le ricerche più innovative. Sul podio sale il Regno Unito (43), la Francia (31) e la Germania (28).....Altro indizio preoccupante: nei Grant 2009 sono soltanto due i ricercatori stranieri (un fisico olandese a Padova e una oncologa romena a Milano) che hanno scelto l'Italia per realizzare i loro studi.



Nell’hit parade delle 100 migliori università del mondo compilata annualmente dal Times Higher Education scende per la prima volta il numero di quelle nordamericane (42 nel 2008; 36 nel 2009) mentre cresce la presenza delle università europee (39 sono rappresentate tra le top 100 contro 36 del 2008).
.....
Ma dal boom del vecchio continente, purtroppo, è completamente esclusa l’Italia. L'unica università del Bel Paese presente nelle top 200 è infatti l'Università di Bologna che si piazza al 174° posto, davanti alla Sapienza (la più grande università italiana) che è rimasta al 205°, come lo scorso anno. Dalla graduatoria emerge che la performance media delle italiane è peggiorata quest’anno, anche se Bologna e IlPolitecnico di Milano hanno entrambe migliorato la propria posizione.

sabato, settembre 12, 2009

Sempre sul sito di Alfonso Fuggetta trovo il report dell'OECD


Interessanti i dati sulle università raccolti da Alfonso Fuggetta

Qualche dato sulle università

Rettore_-_Versione_1.0.jpg


A questi dati ho aggiunto i dati della Sapienza di Roma per l'anno 2008-09

La Sapienza Roma 101.410 65.187 Ruolo: 4698