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martedì, agosto 30, 2011

Il caso Penati e il PD

Il caso Penati non può esaurirsi con la sua rinuncia alla prescrizione o con la sua espulsione dal partito. In discussione deve essere il modo con cui il PD gestisce il potere. E’ diffuso, purtroppo, un rapporto “malsano” tra politica, territorio ed economia teso a sostenere l’arcipelago di gruppi di potere all’interno del partito.

Occorre una riflessione coraggiosa, un ripensamento complessivo del partito e una rigenerazione dei gruppi dirigenti, dei suoi valori e della sua cultura, coinvolgendo le numerose risorse umane presenti nella società civile, oggi escluse perché non confacenti con il sistema di potere degli attuali piccoli e grandi notabili.

venerdì, gennaio 28, 2011

Questo PD non può proporsi per governare il paese. Non ha idee, non ha una strategia. Tutto il personale politico è da buttare, giovani e vecchi, gli uni peggiori degli altri.

Stefano Fassina: Generatore di frasi in ordine casuale

Ho fatto una cosa che, su nFA, ha introdotto ne'elam: preso il pezzo del discorso al Lingotto di Stefano Fassina - responsabile economico del PD - che un lettore ci ha gentilmente segnalato; tolto un paio di congiunzioni; ordinato e numerato. Poi ho cambiato ordine.

1. Il paradigma liberal-democratico va superato, poiché la cultura liberal-democratica non è in grado di reggere lo sguardo di Medusa dell’economia globale, come rileva un filone di pensiero ispirato alla “Caritas in Veritate” (es. Brokenforde e Bazoli), riconoscono oggi i fondatori del New Labour (es. Policy-network) e sostengono illustri economisti mainstream (es. Rajan in “Fault Lines”).

2. Il pensiero liberale ispirato all’individualismo metodologico è inadeguato ad affrontare le sfide drammaticamente scarnificate dalla crisi: la libera interazione tra agenti economici razionali, impegnati a massimizzare funzioni di utilità individuali, non conduce ad un equilibrio generale soddisfacente e allo sviluppo integrale della persona.

3. La politica non può rimanere ancillare all’economia. Non può limitarsi a liberare gli individui dai lacci e lacciuoli delle istituzioni pubbliche.

4. La politica deve portare a sintesi interessi diversi ed orientarli verso il bene comune definito in un processo democratico.

5. Le forze economiche non portano autonomamente alla crescita e l’economia, da sola, non fa la società, come assumevano le tramontate “Terze vie”. Il governo europeo dell’economia, politica industriale, investimenti pubblici, canalizzazione del risparmio privato, re-distribuzione del reddito, sono necessarie per la crescita.

6. La giustizia sociale non può essere soltanto principio correttivo di una logica di funzionamento informata esclusivamente dall’individualismo proprietario.

7. Celebrare la “modernità” economicistica di Marchionne implica una prospettiva di rassegnazione pragmatica e di subalternità politica al lavoro. Invece, la centralità politica ed economica del lavoro è l’eredità del ‘900 da portare nel riformismo del XXI secolo.

cintinue reading...

giovedì, luglio 09, 2009

Il MONDO DELLA CULTURA, DELL’UNIVERSITA’, DELLA RICERCA, DELL’ INNOVAZIONE CON IGNAZIO MARINO SEGRETARIO DEL PD

A suo tempo, in moltissimi, abbiamo creduto e ci siamo impegnati per costruire il Partito Democratico, pensando ad una formazione politica aperta al protagonismo diretto della gente, al di fuori di alchimie di vertice, capace di elaborare codici interpretativi adeguati di una società attraversata da cambiamenti continui e sempre più rapidi e di muoversi con una sicura direzione di rotta, che persino contribuisse ad avviare una vera e propria rifondazione del rapporto tra politica e cultura, tra politica e società.
Le cose sono andate in tutt’altro modo e non ci è stato dato che di vivere il disagio crescente per la disastrosa china nella quale è scivolato il PD e, in generale, la prospettiva di successo di una politica di centrosinistra. Con altri colleghi, prima delle elezioni europee, abbiamo inviato una lettera pubblica al segretario Franceschini, che ha riscontrato una fortissima condivisione nel nostro mondo, ponendo con franchezza i problemi, ma anche avanzando proposte di merito per ricominciare. Non abbiamo ricevuto alcuna risposta. Né ha risposto ai nostri interrogativi l’avvio della fase congressuale che ha visto subito delinearsi due schieramenti che evocano inesorabilmente uno scontro di potere che sa di passato e viene da lontano e al quale siamo e vogliamo restare estranei.
E’ arrivata a questo punto la candidatura di Ignazio Marino, che cerca di parlare il linguaggio del cambiamento, della laicità delle idee, della ri-costruzione di un partito che dia accesso e favorisca il contributo di chiunque voglia impegnarsi, puntando a far emergere nuove energie. 
Nessuno schieramento fideistico e nessun affidamento acritico in proposito. Piuttosto la ragionata valutazione che la candidatura di Ignazio Marino, uomo che viene dal nostro mondo, rompe gli schemi, costituisce l’unica, possibile opportunità per aprire una fase del tutto nuova. 
Per queste ragioni, con molti colleghi abbiamo deciso di rinnovare la tessera del partito, di partecipare attivamente al congresso sostenendo la sua candidatura e invitiamo tutti i colleghi a fare altrettanto e a lavorare insieme per il successo nel congresso. Al tempo stesso, fin da ora dobbiamo impegnarci per sostanziare di idee e di contenuti il progetto del nuovo Partito Democratico, e fin da ora dobbiamo dire ad Ignazio Marino che saremo concretamente al suo fianco nella complessa opera di rinnovamento e per impedirgli di abbandonare i valori e le posizioni che oggi sta sostenendo. 

venerdì, aprile 24, 2009

l'Unità del 15 aprile 2009
Il nostro urlo per il PD
Riporto il testo della lettera che con alcuni colleghi abbiamo indirizzato a Dario Franceschini attraverso le pagine dell’Unità del 15 aprile nell’intento di condividere le problematiche sollevate.

Abbiamo sentito l’esigenza di scrivere al segretario del PD per porre con forza e con dura franchezza le ragioni di un disagio crescente rispetto al futuro del PD e, più in generale, delle prospettive strategiche e di consenso del centro sinistra.

Avvertiamo che questo disagio è diffuso e crescente e attraversa, in particolare, molti colleghi dell’università, della ricerca, del mondo dei saperi in generale. Avvertiamo, al tempo stesso, che possiamo e dobbiamo tentare qualcosa per concorrere a cambiare le cose, ad imprimere una svolta decisa che chiuda la stagione di declino del pensiero e dell’iniziativa laica, progressista e innovatrice nel nostro paese.

Certo, sappiamo che abbiamo solo lanciato un sassolino nello stagno, ma se saremo tanti ad impegnarci in questa direzione potremo portare un contributo che conta, sul piano dei contenuti strategici e oltre.

Ci sarà, quindi, particolarmente gradito un cenno di condivisione, eventuali contributi di riflessione e di proposta, nonché ovviamente possibili considerazioni critiche.
LETTERA APERTA A FRANCESCHINI
Il nostro urlo per il Pd
Caro Segretario,
siamo un gruppo di docenti universitari sempre più disperati per la disastrosa china nella quale sta scivolando il PD e, in generale, la prospettiva di successo di una politica di centrosinistra.
Ma sentiamo di dover fare qualcosa. Forse l’ultimo tentativo politico di un gruppo di persone che ha sempre votato a sinistra, ma che oggi è fortemente orientato a non votare se qualcosa non cambia davvero.
Nasce da qui questa lettera aperta nella quale ti prospettiamo alcuni determinanti esigenze, che riteniamo cruciali per ricominciare.
Bisogna proporre subito una piattaforma chiara di poche priorità per affrontare difficoltà economiche e disagio sociale, dando il segno di un partito che sa misurarsi con l’emergenza ma è guidato da una prospettiva strategica credibile.Sarebbe prioritario: un set di misure per il sostegno delle fasce più deboli e dell’occupazione e interventi fiscali a favore del ceto medio; rilancio dell’economia basato su investimenti in tecnologie, in infrastrutture e in interventi per energia e ambiente, per la valorizzazione del patrimonio culturale, per il turismo; investimenti massici nel sistema istruzione, ricerca, innovazione.
È indispensabile avviare immediatamente la ricostruzione di una identità di partito, esplicita e riconoscibile, che muova da valori laici, mentre rispetta l’espressione delle coscienze individuali, che esprima posizioni chiare e inequivocabili sulle grandi questioni, sui problemi e sui disagi che attraversano l’economia e la società del nostro tempo, che si avvalga di saperi e di competenze capaci.
La vera costruzione del partito, può basarsi soltanto su principi e logiche di funzionamento che spazzino via le pratiche deteriori che hanno logorato energie, opportunità, prospettive.
Un partito che assuma come tratto costitutivo “la garanzia dell’accesso” all’attività politica a chiunque voglia dare il proprio contributo, ricostruendo strutture radicate nel territorio e nella società, che punti a recuperare vecchie energie oggi disperse e ne ricerchi di nuove, che si avvalga dei saperi e delle competenze, che riaffermi la politica come nobile arte di ricerca dell’interesse generale.
Un banco di prova sarà la costruzione delle liste elettorali che, questa volta, non debbono e non possono non essere sostanziate da nomi di qualità, espressione di pezzi di società e di territori, di saperi e di competenze, di un intreccio di autentico nuovo e di esperienze pregiate che vengono da lontano.

FERNANDO BARDATI (UNIV. TOR VERGATA)
RITA BESSON (UNIV. LA SAPIENZA)
SILVELLO BETTI (UNIV. TOR VERGATA)
TULLIO BUCCIARELLI (UNIV. LA SAPIENZA)
SILVANA CIRILLO (UNIV. LA SAPIENZA)
PAOLO DE NARDIS (UNIV. LA SAPIENZA)
CARLO DI CASTRO (UNIV. LA SAPIENZA)
GIULIO FERRONI (UNIV. LA SAPIENZA)
GIANNI ORLANDI (UNIV. LA SAPIENZA)

venerdì, luglio 06, 2007

Di seguito riporto il testo della lettera che, a nome del Comitato Promotore “I Saperi per il Partito Democratico”, costituito da numerosi esponenti del mondo dell’università, della ricerca, dell’innovazione, abbiamo inviato il 19 giugno 2007 a Walter Veltroni, chiedendogli di candidarsi immediatamente alla guida del partito Democratico, in modo da evitare le possibili degenerazione del dibattito e dei conflitti trai partiti e nei partiti costituenti.
Lettera a Walter Veltroni

Caro Walter,
ti esprimo la preoccupazione per la situazione politica e del governo e per le prospettive del partito democratico, a nome del Comitato Promotore “I Saperi per il Partito Democratico”, costituito da numerosi esponenti del mondo dell’università, della ricerca, dell’innovazione (in allegato la bozza del nostro manifesto).
Si sta manifestando sempre più uno stato di confusione politica, accompagnato da un disagio crescente dei cittadini nei confronti del governo e del sistema politico in generale. D’altro canto, per quanto attiene al costituendo Partito Democratico, si conferma una resistenza crescente dei vecchi gruppi dirigenti dei partiti ad aprirsi concretamente all’esterno, ad una rinnovata, diretta partecipazione dei cittadini.
A fronte di tutto ciò, crescono la delusione e lo sconforto in tutti quelli che avevano aderito con entusiasmo al progetto di costruire una nuova forza politica, veramente democratica, in grado di offrire una prospettiva stabile di rilancio del paese e del suo futuro di sviluppo e di progresso. Da ultimo, ma certo non per importanza, ci ha allarmato la decisione assunta ieri dal Comitato dei 45 di collegare le liste per l’assemblea costituente al candidato segretario del futuro partito, prefigurando una competizione ricondotta interamente all’interno dei due partiti costituenti, dolorosa per i militanti e inconprensibile per i cittadini, che svuoterebbe e indebolirebbe l’intera prospettiva strategica del Partito Democratico.
Sentiamo che è nostro dovere come cittadini, e lo è ancor di più come popolo dei saperi, fare di tutto per scongiurare questi rischi e ricostruire per il paese le prospettive che merita. C’è una sola possibilità per rimettere in moto il processo sul binario giusto: devi decidere, come auspicano in tanti nel paese, anche oltre le nostre fila, di metterti in gioco personalmente, candidandoti subito alla guida del Partito Democratico. E’ l’unica strada per rompere i giochi e realizzare le condizioni per risollevare il livello del dibattito come dibattito di idee e di strategie e per rilanciare il processo di costruzione del Partito Democratico come processo aperto al nuovo, ai giovani, alle donne, agli anziani, a tutti coloro che vogliono portare il loro contributo e offrire il proprio impegno.
Per queste ragioni e, soprattutto, per restituire speranza a tutti quelli che credono nel cambiamento, ti chiediamo di candidarti subito.
Noi tutti del mondo dei saperi, insieme – siamo certi - a moltissimi altri e alla tua città, ti saremo vicini e ti sosterremo in questa scelta e nell’azione successiva.
Ti invio un caro saluto e un abbraccio a nome di tutte le colleghe e i colleghi.
19 giugno 2007

Gianni Orlandi
Comitato Promotore “I Saperi per il Partito Democratico”

lunedì, giugno 04, 2007

Il motore del Paese incontra il PD. Giovani manager, dottorandi, cervelli in fuga e precari si interrogano: quale futuro per loro nel PD e soprattutto, in Italia?
E' disponibile la registrazione del mio intervento al Dibattito "Il motore del Paese incontra il PD. Giovani manager, dottorandi, cervelli in fuga e precari si interrogano: quale futuro per loro nel PD e soprattutto, in Italia?", che si è svolto a Roma il 4 giugno 2007






Sgnalo l'articolo "Una nuova P2 ricatta la politica debole" di Giuseppe D'Avanzo su La Repubblica del 4 giugno 2007, che chiarisce i retroscena del caso Visco-Speciale
di GIUSEPPE D'AVANZO
Dietro l'affare Visco-Speciale c'è il prepotente riemergere di un ramificato potere occulto
L'errore del viceministro: non rendere pubbliche le ragioni dei cambi voluti a Milano


domenica, giugno 03, 2007

Segnalo l'articolo
"Il Partito democratico non può ignorare l’era digitale"

del sottosegretario Beatrice Magnolfi
su Europa del 30.5.2007
Riporto un interessante articolo di Fiorello Cortiana sul Partito democratico visto dal Nord
Il Partito democratico visto dal Nord

Fiorello Cortiana
Consulta sulla Governance di Internet Ministero dell'Innovazione

I tempi e le modalità della costituzione del Partito Democratico non possono essere dettati dagli equilibri parlamentari prodotti da una legge elettorale disgraziata: il risultato elettorale ci dice che al Nord è già tardi. Così il protagonismo degli amministratori del Nord va considerato una risorsa ed una opportunità proprio perché si mette in rete per discutere regole e contenuti della costituente democratica.
Non è un riflesso della deriva personalistica plebiscitaria, la stessa che ha depotenziato le assemblee elettive e che ha visto Berlusconi non essere causa bensì l'effetto più probabile della crisi di forma partecipativa e di contenuti dei partiti popolari . Qui al Nord per chi pensa ancora la politica pubblica come rispondente ad interessi generali la politica organizzata, con le sue gelosie e le negoziazioni di presunte rendite di posizione, costituisce il fattore di conservazione più prepotente oggi in campo a fronte delle nuove sfide della società globale, digitalizzata ed interattiva. Non possiamo più ignorare che già oggi l'economia Europea è costituita al 70% da servizi, proviamo a pensare, quante relazioni, quanta informazione, quanta comunicazione, quanta conoscenza e quanto digitale in rete vi è in quel 70%, mentre infrastrutture, normative, rappresentanze associative, procedure di negoziazione, welfare e politiche pubbliche, sono ancora riferite al modello industriale e alle narrazioni ideologiche dello scorso secolo. I Sindacati rappresentano il lavoro dipendente e i pensionati, la Confindustria le imprese, così milioni di partite IVA sono lasciate a sé stesse. La questione dell'innovazione quindi interroga direttamente la politica ed i suoi fondamenti proprio perché non riducibile a questione settoriale per tecnocrati e "smanettoni". L'Italia non dispone di una politica per cogliere le sfide e le opportunità della "società della conoscenza", le culture politiche del paese non sono adeguate a interpretare e rappresentare la novità sistemica e non settoriale della produzione di valore nell'era digitale e nella sua convergenza interconnessa in rete. Abbiamo bisogno di costruire e condividere un retroterra comune nel quale si riconoscano tutti i portatori di interessi nelle loro differenze, così come è accaduto nel secolo scorso per la società industriale/manifatturiera. Questa non è una oziosa pretesa, le esperienze riformiste hanno governato e governano al Nord solo quando interpretano e rappresentano i processi e gli attori dell'innovazione, altrimenti prevalgono logiche settoriali di interlocuzione economico/finanziaria e opinioni pubbliche atomizzate, semplificate ed impressionabili.
Pensate: la nuova Fiera a Rho- Pero, voluta e decisa dall'unica giunta regionale lombarda di centrosinistra tre lustri or sono, ora inizia a generare anche un indotto circostante. Bene, a Rho, tradizionale roccaforte del centrosinistra la Sindaco Pessina ha perso le elezioni perché ha costruito un campo nomadi organizzato e a numero chiuso mentre a Milano, dove le amministrazioni di centrodestra li lasciano allo sbando per la città, perdiamo comunque. Morale: al Nord i cittadini non affidano il loro futuro, le loro aspettative e le loro insicurezze al centrosinistra. Da qui, dalla territorialità federale, dobbiamo partire per costruire le forme e le ragioni del Partito Democratico perché non dipenda dagli equilibri contingenti delle assemblee istitizionali elettive.
In Francia Sarkozy è stato l'alternativa e l'evoluzione del centrodestra stesso proprio mentre governava e senza essere il Premier, da noi la definizione tempestiva di una leadership per il Partito Democratico è vista come disturbo del guidatore, l'ingenuo o malizioso viatico per governi istituzionali. Per chi,
qui al Nord, pensa ancora la politica pubblica come rispondente ad interessi generali la politica organizzata, con le sue gelosie e le negoziazioni di presunte rendite di posizione, costituisce il fattore di conservazione più prepotente oggi in campo a fronte delle nuove sfide della società globale, digitalizzata ed interattiva. Non è una questione di fretta o meno, chi vuole partecipare alla costituente democratica vuole sapere di quale quota di sovranità disporrà con la sua iscrizione, le astensioni elettorali ci dicono anche questo. Tanto più un processo di partecipazione sarà aperto, quindi senza alternative precostituite, inclusivo, informato e quindi consapevole, tanto più alta e adeguata alle sfide sarà la sua qualità politica. Qui la rete non è la virtualità sostitutiva e contrapposta ai luoghi di partecipazione come in Second Life, ne costituisce, invece, una complementarietà. La partecipazione informata in rete non è una indebita ingerenza ma una partecipazione diretta, essa costituisce il presupposto di risignificazione e di ridefinizione delle forme e dei luoghi, nei processi di decisione politica sia nella scelta dei fondamenti valoriali, che negli indirizzi programmatici, piuttosto che dei candidati e dei leader.
Fiorello Cortiana – Consulta sulla Governance di Internet Ministero dell'Innovazione
Manifesto del Comitato Promotore “I saperi per il Partito Democratico”
Bozza 21 maggio 2007

Un nuovo ruolo protagonista del mondo dei saperi
Come mondo dei saperi vogliamo contribuire da protagonisti alla nascita del Partito Democratico e, più in generale, alla riforma della politica. Intendiamo, quindi, partecipare attivamente, con un nostro contributo progettuale e di azione, per affermare alcuni obiettivi prioritari:
· il processo di costruzione del Partito Democratico deve coincidere con l'avvio di una vera e propria rifondazione del rapporto tra politica e cultura, tra politica e società;
· il nuovo soggetto politico deve rappresentare un autentico rinnovamento del modo di fare e di immaginare la politica;
· nella società della conoscenza il mondo della politica deve guardare al mondo dei saperi come ad un settore strategico per lo sviluppo e per la qualità della società, come ad un prezioso e irrinunciabile serbatoio di idee, di apporti, di competenze per costruire una strategia consapevole di progresso.

Il Partito Democratico che sogniamo e auspichiamo
· Un partito che non nasca da alchimie di vertice, ma sia aperto al protagonismo diretto della gente, come è stato nelle primarie, che torni ad appassionarsi alla discussione e al confronto libero, non piegato ai tatticismi o agli interessi contingenti, che ridefinisca propri principi ai quali ispirare scelte e azioni nell’interesse generale.
· Un partito che sia in grado di elaborare e aggiornare codici interpretativi adeguati di una società attraversata da cambiamenti continui e sempre più rapidi, e di muoversi con una sicura direzione di rotta, che sia capace di interpretare esigenze, bisogni, aspettative, sogni, che sia in grado di parlare i nuovi linguaggi del popolo della rete.
· Un partito che rimetta, quindi, al centro la conoscenza e l’innovazione valorizzando, con politiche decise, i centri di formazione e di elaborazione del sapere, ma anche integrando il mondo dei saperi al suo interno nell’obiettivo di dare continuamente risposte adeguate alle sfide inedite e alle tensioni che il mondo globalizzata pone.
· Un partito con un nuovo DNA a partire dal modo di operare, che si chiami democratico perché facilita e favorisce l'accesso alle scelte e alle decisioni, perché è diretto in pari misura da donne e da uomini, perché vi trovano rappresentanza giovani e anziani, cittadini italiani e persone che non lo sono, ma vivono in Italia.

Affermiamo una nuova concezione del welfare adeguato alla società della conoscenza e alle sfide della società globale.
Nel nostro tempo, realizzare condizioni di qualità sociale rende indispensabile espandere e ampliare le politiche tradizionali di welfare (assistenza, previdenza, etc.), in modo da affrontare le problematiche cruciali per assicurare prospettive di sviluppo e di progresso. Senza questo orizzonte, capace di puntare sul futuro, si rischierebbe di garantire soltanto tutele di corto respiro e inadeguate a sviluppare efficaci politiche di inclusione sociale e di rinnovamento della società.
Centrare i nodi strategici per una nuova nozione di welfare, significa scegliere l’università, la ricerca e l’innovazione come priorità politica e affermare la qualità della sanità come diritto della persona.

Scegliere l’università, la ricerca e l’innovazione come priorità politica.
Nella competizione globale l’innovazione è fattore strategico, pertanto la conoscenza assume un ruolo fondamentale. Occorre attivare politiche che rilancino e rafforzino il ruolo dei luoghi del sapere, le università e i centri di ricerca, come centri di qualità e di eccellenza, in grado di rispondere ai bisogni del paese, attraverso: maggiori risorse finalizzate; politiche che puntino a valorizzare il merito e le competenze; riorganizzazione della didattica; forti immissione di giovani e di talenti, puntando anche all’internazionalizzazione; progettazione e realizzazione di un piano integrato di riforme e di una nuova governance adeguate.
L’università deve ritrovare la sua missione di centro di elaborazione e diffusione del sapere, ma deve anche diventare veicolo di progresso dell’individuo, della società, dell’ambiente. Deve diventare istituzione culturale viva, partecipe, non autoreferenziale, aperta alle vocazioni del territorio e ai bisogni della persona. Occorre creare una alleanza stabile tra università, istituzioni, imprese per lo sviluppo e per una competitività territoriale compiuta. Si gioca qui l’autentica prospettiva per il mezzogiorno e per le aree depresse, per l’emancipazione degli strati deboli della società e per una reale inclusione sociale, per l’affermazione di un nuovo welfare.

Occorre rifondare il percorso di costruzione del Partito Democratico come “costituente di popolo”
Nelle ultime settimane e, in particolare, in occasione dei congressi DS e Margherita, si sono intensificati l’impegno e l’attenzione attorno alla costruzione del Partito Democratico.
Tutto ciò, però, è rimasto sostanzialmente all’interno dei confini dei partiti, troppo spesso nell’ambito dei soli gruppi dirigenti. Non si è realizzata, insomma, quell’apertura alla società, quel coinvolgimento di soggetti sociali e di movimenti, e, quindi quella “costituente di popolo”, che molti di noi hanno immaginato e auspicato come percorso per la costruzione di un nuovo Partito veramente Democratico.
Ora, i gruppi dirigenti hanno impresso una accelerazione notevole al processo e hanno definito i passi formali, decidendo di convocare per il prossimo 14 ottobre l’Assemblea costituente del Partito Democratico.
Dobbiamo invertire la rotta per rifondare questa fase costituente come una straordinaria occasione di partecipazione e di raccolta e di valorizzazione delle idee, dei bisogni, dell’energia e delle creatività di tanta parte di popolo che vuole esserci, a partire, ma anche oltre il popolo delle primarie per Prodi.
Vogliamo partecipare per contare, nella formazione delle decisioni e fino alla definizione di un nuovo modo di costruire i gruppi dirigenti del nuovo Partito Democratico. Se nascessero soltanto come frutto di scelte e mediazioni dei vertici dei DS e della Margherita, non potrebbero che guidare il nuovo Partito alla vecchia maniera.

Scendiamo in campo con la nostra iniziativa come mondo dei saperi
Costruiamo insieme le azioni necessarie per realizzare i nostri obiettivi:
definire il “Manifesto” contenente le nostre priorità programmatiche e organizzative da prospettare e proporre alle forze politiche, ai soggetti e ai movimenti impegnati nella costruzione del Partito Democratico; sollecitare il confronto su di esso anche con i nostri colleghi che hanno scelto un percorso politico diverso nell’Unione, in linea con la vocazione unitaria del mondo dei saperi per la riforma e il rinnovamento della politica,
organizzare la nostra presenza, il nostro apporto e la nostra partecipazione, dialogando con tutti, in più sedi possibili, in modo da far contare positivamente e più incisivamente il ruolo protagonista del mondo dei saperi;
trasformare il Gruppo di coordinamento in Comitato promotore “I saperi per il Partito Democratico” ed estendere le adesioni avvalendosi delle reti di rapporti scientifici, professionali e interpersonali di ciascuno di noi, nella consapevolezza che più siamo e più contiamo, puntando sulla vocazione unitaria del nostro mondo per la riforma e il rinnovamento della politica, come possibile filo di dialogo e rapporto costruttivo anche con i nostri colleghi che hanno scelto un percorso politico diverso;
formare un Gruppo organizzativo di referenti che faciliti e renda più efficiente la gestione e lo sviluppo delle attività.

Riferimento: Gianni Orlandi (cell. 3488097609, email: gianni.orlandi@uniroma1.it)
Lunedì 21 maggio 2007 incontro del Gruppo di coordinamento "I saperi per il Partito Democratico"
Lunedì 21 maggio 2007 alle ore 17.30 presso l’Aula Conversi del Dipartimento di Fisica dell’Università di Roma La Sapienza, si è svolto l’incontro del Gruppo di coordinamento "I saperi per il Partito Democratico", per riprendere il nostro cammino e portare il nostro contributo fattivo e diretto alla costruzione del nuovo Partito Democratico.
Queste sono le decisioni emerse:
Siamo consapevoli delle difficoltà, che si sono determinate in questi mesi e che hanno fortemente attenuato gli entusiasmi dell’esperienza delle primarie di Prodi. Il dibattito è rimasto sostanzialmente all’interno dei confini dei partiti, troppo spesso nell’ambito dei soli gruppi dirigenti. Non si è realizzata, insomma, quell’apertura alla società, quel coinvolgimento di soggetti sociali e di movimenti, e, quindi quella “costituente di popolo”, che molti di noi avevano immaginato e auspicato come percorso per la costruzione di un nuovo Partito veramente Democratico.
Siamo, però, determinati ad esserci e a contare perché riteniamo che sia importante il contributo che possiamo apportare, anche sulla base della vocazione unitaria del nostro mondo per la riforma e il rinnovamento della politica, come possibile filo di dialogo e rapporto costruttivo anche con i nostri colleghi che hanno scelto un percorso politico diverso.
Nel corso della riunione, abbiamo discusso una bozza di “Manifesto” contenente le nostre priorità programmatiche e organizzative e abbiamo deciso di costituirci in Comitato Promotore “I saperi per il Partito Democratico”, per meglio dispiegare la nostra azione ed essere presenti nel dibattito e negli incontri con le forze politiche, con gli altri Comitati ed Associazioni che si stanno organizzando, con i soggetti e i movimenti impegnati nella costruzione del Partito Democratico.
Le adesioni al Comitato Promotore “I saperi per il Partito Democratico” possono essere inviate all'email gianni.orlandi@uniroma1.it, dove è possibile anche inviare eventuali contributi e suggerimenti per il “Manifesto”.

E' importante diffondere il Manifesto attravreso le reti di rapporti scientifici, professionali e interpersonali di ciascuno, in modo da raccoglieere il maggior numero di adesioni. Più siamo e più contiamo nel processo di costruzione del nuovo partito, anche in rapporto alle scadenze dell’Assemblea costituente romana e nazionale.

lunedì, maggio 21, 2007

Gruppo di coordinamento “I saperi per il Partito Democratico”
Incontro organizzativo: lunedì 21 maggio 2007 alle ore 17.30 presso l’Aula Conversi del Dipartimento di Fisica, Edificio Marconi - Università La Sapienza – Piazzale A. Moro 5
Nelle ultime settimane e, in particolare, in occasione dei congressi DS e Margherita, si sono intensificati l’impegno e l’attenzione attorno alla costruzione del Partito Democratico.
Tutto ciò, però, è rimasto sostanzialmente all’interno dei confini dei partiti, troppo spesso nell’ambito dei soli gruppi dirigenti. Non si è realizzata, insomma, quell’apertura alla società, quel coinvolgimento di soggetti sociali e di movimenti, e, quindi quella “costituente di popolo”, che molti di noi hanno immaginato e auspicato come percorso per la costruzione di un nuovo Partito veramente Democratico. Le stesse dolorose fratture, determinatesi all’interno dei DS, sono state vissute da molti di noi e dalla gente essenzialmente attraverso i messaggi mediatici di giornali e televisioni. Né può essere considerata autentica e fattiva partecipazione la presenza realizzata nei congressi di sezione dagli iscritti DS, senza poter incidere in alcun modo nelle scelte, a fronte di un evento di portata storica quale la separazione e l’uscita dal Partito di molti iscritti e militanti per la formazione di un altro movimento politico.
Ora, i gruppi dirigenti hanno impresso una accelerazione notevole al processo e hanno definito i passi formali, decidendo di convocare per il prossimo 14 ottobre l’Assemblea costituente del Partito Democratico. Si stanno sviluppando diverse iniziative, da ultimo quella che si è svolta il 10 maggio scorso, presso la sede dell’Ulivo a SS. Apostoli in cui è stato presentato un “Appello per il Partito Democratico dell’Area Sapere”, sottoscritto ancora una volta da 20 firmatari appartenenti ai gruppi dirigenti dei due partiti.
Nel mese di luglio dello scorso anno ci siamo costituiti in Gruppo di coordinamento ”I saperi per il Partito Democratico” per portare un contributo fattivo e diretto come mondo dei saperi, dell’università, della ricerca e dell’innovazione. Abbiamo individuato alcune priorità programmatiche, abbiamo partecipato agli appuntamenti cittadini, regionali e nazionali per prospettare il nostro contributo di idee e di partecipazione. Poi tutto si è sostanzialmente trasferito nelle strette sedi dei Partiti DS e Margherita e nei loro gruppi dirigenti per lo svolgimento dei congressi.
E’ giunto il momento di riprendere il nostro cammino con determinazione e persino con testardaggine, per esserci e per contare. Le numerose adesioni al Gruppo di coordinamento e l’ampia e attiva partecipazione hanno confermato quanto siano diffuse e condivise l’esigenza e la volontà di un impegno del mondo dei saperi, dell’università, della ricerca e dell’innovazione, per la costruzione del Partito Democratico. Gli eventi che si sono svolti, le criticità e le difficoltà, le fratture che si sono determinate, ci indicano quanto sia ampio e profondo il bisogno del costituendo Partito Democratico di poter contare sul nostro apporto, sul nostro contributo, e anche, sulla vocazione unitaria del nostro mondo per la riforma e il rinnovamento della politica, come possibile filo di dialogo e rapporto costruttivo anche con i nostri colleghi che hanno scelto un percorso politico diverso.
Per questo motivo, lunedì 21 maggio 2007 alle ore 17.30 presso l’Aula Conversi del Dipartimento di Fisica, Edificio Marconi - Università La Sapienza – Piazzale A. Moro 5, si svolgerà un incontro per discutere di queste questioni e darci un programma di lavoro.

domenica, maggio 06, 2007

L’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni apre la consultazione

Segnalo il testo della delibera dell'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni.

"Avvio di una consultazione pubblica sugli aspetti regolamentari relativi all’assetto della rete di accesso fissa ed alle prospettive delle reti di nuova generazione a larga banda"

Delibera n. 208/07/CONS

venerdì, novembre 10, 2006

Si è svolto con molto successo il primo incontro del Gruppo di coordinamento de "I saperi per il Partito Democratico"
Lunedì 16 ottobre 2006, presso l’Aula del Chiostro della Facoltà di Ingegneria dell’Università di Roma La Sapienza, si è svolto il primo incontro del Gruppo sul tema “I saperi per la riforma della politica”.

L’ampia e attiva partecipazione, oltre alle numerosissime adesioni pervenute da parte di colleghi interessati che non hanno potuto essere presenti, ha ulteriormente confermato quanto siano diffuse e condivise l’esigenza e la volontà di un impegno del mondo dei saperi, dell’università, della ricerca e dell’innovazione, per portare un contributo fattivo e diretto alla costruzione del Partito Democratico.

Nella discussione sono emersi numerosi spunti di riflessione e di dibattito, proposte per organizzare la nostra iniziativa e sono state individuate le prime linee di azione:
1. Elaborare un “Manifesto” contenente le nostre priorità programmatiche e organizzative da prospettare e proporre alle forze politiche, ai soggetti e ai movimenti impegnati nella costruzione del Partito Democratico.
2. Estendere le adesioni al Gruppo di coordinamento “I saperi per il Partito Democratico” anche a livello nazionale, avvalendosi delle reti di rapporti scientifici e interpersonali di ciascuno di noi, nella consapevolezza che più siamo e più contiamo
3. Formare un gruppo organizzativo di referenti che faciliti e renda più efficiente la gestione e lo sviluppo delle attività.
4. Esaminare l’ipotesi di realizzare un nostro progetto di “Scuola politica” orientata alla rifondazione della cultura del fare politica e del rapproto tra cultura, scienza e politica.

Siamo tuttti invitati a inviare contributi per la definizione del nostro “Manifesto” e per il possibile progetto di “Scuola politca”, ad estendere le adesioni al Gruppo di coordinamento, a segnalare l’eventuale disponibilità ad un impegno più continuo nel gruppo organizzativo di referenti. Dobbiamo procedere con velocità perché i tempi del processo di costruzione del Partito Democratico corrono. Entro la prima metà di novembre organizzaremo un incontro del gruppo organizzativo di referenti per programmare le prossime iniziative e avviare la sstematizzazione delle delle idee e delle proposte, che siete pregati di inviare al più presto.

domenica, ottobre 08, 2006

Primo incontro del Gruppo di coordinamento “I saperi per il Partito Democratico”:

"I saperi per la riforma della politica"
Lunedì 16 ottobre 2006
Ore 17.00
Aula del Chiostro - Facoltà di Ingegneria
Università di Roma La Sapienza
Via Eudossiana 18 (S. Pietro in Vincoli)


Il mondo dei saperi:
un patrimonio importante di conoscenze, di competenze, di esperienze
da mettere a frutto per costruire un partito che:
- sia veramente democratico e non la sommatoria di partiti o di pezzi di partiti attuali;
- si doti e aggiorni continuamente i propri codici di interpretazione della realtà di una
società profondamente mutata e soggetta a sempre più rapidi cambiamenti;
- torni a guardare al mondo dei saperi, come ad un settore strategico per lo sviluppo e la
competitività nell’economia della conoscenza, ma anche come ad un insostituibile
serbatoio di idee, di apporti e di competenze per costruire una politica consapevole
di progresso.